Lo spazio marziano di Cydonia diventa un palcoscenico dell'assurdo, del silenzio e dell'immobilità profonda. Quei cento occhi spalancati sul tronco e sui rami non sbattono le palpebre; non cercano il cielo e non aspettano l'arrivo di nessuno. Sono sguardi assoluti, privi di memoria e di giudizio, che si limitano a riflettere l'enigma del vuoto circostante.